Il book scanner personalizzato

Se si ha la necessità di costruire un book scanner ma le disponibilità economiche sono esigue si può provare a costruirlo
interamente da soli. Questa scelta implica il procurarsi un minimo di strumentazione per poter assemblare ed eventualmente
tagliare le parti in legno e l’avere una minima manualità per il fai da te. Per la costruzione di un tale modello, il primo su commissione,
sono state seguite le istruzioni disponibili sul forum diybookscanner.org del New “Standard Scanner”, progetto di Daniel
Reetz che andava a sostituire un primo modello illustrato sul sito Instructables.

IMG_0707
Book scanner personalizzato

Le fotocamere fornite insieme al book scanner sono due Canon Powershot compatibili con l’immagine SpreadPi del Raspberry Pi, nonostante non sia richiesto l’utilizzo di quest’ultimo. Ho preso questa decisione per non precludere in futuro un possibile utilizzo
del Raspberry Pi e soprattutto del software creato appositamente per l’acquisizione delle immagini. Quindi lasciare aperta la possibilità di modificare la macchina per un eventuale miglioramento della parte software mi è sembrata la soluzione migliore.

Anche se il modello che ho realizzato non è stato fornito del Raspberry Pi nelle fotocamere Canon è stato installato comunque il firmware del CHDK perchè questo permette di controllare lo scatto da remoto tramite USB e quindi di catturare le immagini contemporaneamente dalle due fotocamere stesse attraverso un pulsante. Il pulsante esiste in commercio ma sempre per una scelta economica ho preferito costruirlo seguendo lo schema sottostante pubblicato nel sito web dedicato al firmware CHDK:

0001_USB_Remote_Shutter_Wiring_Diagram_-3
Lo schema mostra come creare un interruttore da remoto per un’uscita USB. In questo caso sempre seguendo la logica del circuito, è stato costruito per due uscite USB in maniera tale che si potesse far scattare entrambe le fotocamere. Ovviamente essendoci solo il pulsante come parte elettronica ed escludendo il Raspberry Pi con
il relativo software Spreads, tutta l’operazione di importazione delle foto su un qualsiasi computer deve essere fatta manualmente, attraverso il cavo usb oppure tramite la schedina SD dalle fotocamere. Inoltre, mentre con Spreads avremmo avuto
un’unica cartella con all’interno le foto ordinate e già ruotate, qui avremo due cartelle distinte una con tutte le pagine sinistre e un’altra con le pagine destre, tutte ancora da ruotare.

Questo modello di book scanner è stato costruito per l’Archivio “Il Sessantotto” del Centro Culturale Elsa Morante di Firenze venendo incontro alle necessità economiche e pratiche dei membri. L’Archivio nasce per volontà di alcuni militanti di sinistra che hanno partecipato ai movimenti politici degli anni sessanta e settanta. Viene istituito nel 1984 e la collezione comprende una vasta e variegata raccolta di documenti e di materiale bibliografico relativa allo scenario sociale e politico e ai movimenti che hanno contraddistinto quel determinato periodo storico.

Contemporaneamente alla dotazione di un book scanner l’Archivio ha aperto un canale su Archive.org per costituire una collezione di video e documenti storici rendendo così questa parte di patrimonio storico accessibile e fruibile da tutti. Una volta caricata la risorsa su Archive.org c’è la possibilità di poter scaricare il documento in vari
formati. Per i testi, fra i tanti, sono disponibili i formati pdf, epub, kindle e molti altri con una funzione OCR inclusa che ne permette la ricercabilità testuale. Inserire risorse di pubblico dominio su Archive.org è quindi assolutamente consigliato in primo luogo per
fini conservativi poichè ci si può avvalere di un’istituzione solida che si preoccuperà di mantenere le risorse digitali nel tempo e in secondo luogo per i servizi che offre rendendo i documenti caricati facilmente accessibili, convertedoli in vari formati e dando la possibilità di scaricarli.

La spesa del materiale per una struttura di questo tipo è molto contenuta, ma la cosa interessante di un oggetto artigianale come questo è che ogni sua parte si può riparare anch’essa con poca spesa consentendo il miglioramento dell’intera struttura nel tempo. Per esempio in futuro si potrebbe facilmente sostituire il plexiglass con del vetro antiriflesso, oppure se si volesse aggiungere le funzionalità del Raspberry Pi basterebbe seguire le opportune indicazioni, si tratta di un’opera aperta e questo è il suo grande vantaggio e la sua grande differenza rispetto alle altre macchine commerciali.

Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5 Italia
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.5 Italia.